Che festa alla Mandelli! Carnevale alla Scuola Primaria
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Giovedì 19 febbraio fuori pioveva a dirotto. Ma dentro, in palestra, era tutto un altro mondo.
Il Carnevale della Primaria Mandelli quest'anno ha trovato rifugio sotto il tetto della palestra, e forse è stato meglio così: quella luce raccolta, quei colori concentrati in uno spazio unico, hanno trasformato la festa in qualcosa di ancora più speciale. Come uno scrigno che si apriva tutto insieme.
Si è cominciato con la canzone — Che festa alla Mandelli — cantata da tutti, grandi e piccoli, con quella confusione allegra di chi conosce le parole a memoria e di chi le segue a orecchio. Poi è cominciata la sfilata, classe per classe, e il mondo si è moltiplicato.
Le prime sono arrivate con le fiabe cucite addosso: principesse, lupi, tassi e i tre porcellini hanno percorso la palestra come usciti dalle pagine di un libro. Le seconde hanno portato l'inverno — scoiattoli, pipistrelli, orsi, un pino carico di neve, i fiocchi bianchi e persino le stalattiti di ghiaccio — un mondo sospeso e silenzioso che ha fatto venire voglia di tirare su il cappotto. Le terze hanno aperto orizzonti: il mare, l'aquila, la volpe, lo scoiattolo, i subacquei. La natura in tutte le sue forme, dalla cima della montagna fino al fondo dell'oceano.

Con le quarte lo spirito olimpico ha acceso la palestra: sciatori in discesa, pallavoliste pronte al salto, snowboarder, un lanciatore di giavellotto e — emozionante — la fiamma olimpica. Le quinte, infine, hanno chiuso la sfilata guardando in alto, verso l'universo: stelle, astronauti, razzi e buchi neri hanno fatto sentire la palestra improvvisamente piccola, in un modo bellissimo.
Dopo la sfilata, i canti hanno tenuto insieme tutto — grandi e piccoli, costumi e sorrisi — in quel modo che solo la musica conosce.
Fuori continuava a piovere. Dentro, no.
































